Malattia dei figli: quanti giorni spettano nel 2026 e come chiederli
Scopri come gestire la malattia dei figli nel 2026: giorni di assenza previsti per fascia d’età, regole per ciascun genitore e certificato da presentare.

Se tuo figlio ha meno di 3 anni, puoi assentarti per tutta la durata della malattia; tra i 3 e i 14 anni hai 10 giorni lavorativi all’anno per figlio, dal 1° gennaio 2026. Il congedo spetta a un genitore alla volta e non è cumulabile. A giustificare l’assenza basta il certificato che il medico trasmette per via telematica all’INPS.
In breve:
- I giorni sono individuali: ciascun genitore ha il proprio limite per figlio, non può cederlo all’altro e non può usare il congedo contemporaneamente.
- Il medico invia il certificato all’INPS, che lo trasmette al datore di lavoro; in caso di ricovero, conserva e inoltra la documentazione ospedaliera.
- Nel privato l’assenza è di norma non retribuita, ma alcuni contratti collettivi prevedono integrazioni; nel pubblico valgono trattamenti economici e contributivi diversi.
- Se il figlio viene ricoverato durante le ferie, puoi chiedere di convertirle in congedo, senza obbligo di reperibilità o visite fiscali.
Indice
- Malattia dei figli: gestione dei giorni per fascia d’età
- A chi spetta il congedo e quando si può usare
- Come si ottiene la giustificazione: procedura e documenti
- Retribuzione e contributi: cosa prevede la legge e cosa controllare nel CCNL
- Visite fiscali, reperibilità e ferie: le tutele durante l’assenza
- Checklist operativa per genitori e HR
- Perché la digitalizzazione semplifica la gestione delle assenze
- Come ti aiutiamo a gestire le assenze per malattia dei figli
- Domande frequenti
- Fonti
Malattia dei figli: gestione dei giorni per fascia d’età
La regola cambia con l’età del bambino. Fino a 3 anni non esiste un tetto: resti a casa finché dura la malattia, certificata dal pediatra. Dai 3 ai 14 anni il limite è di 10 giorni lavorativi all’anno per ciascun genitore. In precedenza la soglia era più bassa: la legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha ampliato entrambi i limiti.
Ogni figlio ha il proprio plafond. Facciamo un esempio, con dati puramente illustrativi: hai più figli nelle fasce d’età previste. Per ciascuno disponi di un massimo di 10 giorni lavorativi nell’anno, senza che i giorni di uno riducano quelli dell’altro. Anche l’altro genitore, se lavora, ha il suo limite per ogni figlio.

C’è poi una differenza tra settore privato e pubblico, che riguarda il trattamento economico e non il diritto all’assenza. Ne parliamo più sotto, nella sezione dedicata a retribuzione e contributi.
A chi spetta il congedo e quando si può usare
Il diritto è personale, ma alternativo: spetta a mamma e papà, mai nello stesso momento per lo stesso bambino. In pratica, se tuo figlio è malato lunedì, uno dei due resta a casa; l’altro può prendere il suo congedo in un giorno diverso. Se un genitore rinuncia ai propri giorni, l’altro non può comunque superare il proprio limite individuale: la rinuncia non si trasferisce.
Il diritto sussiste anche quando l’altro genitore non lavora. Una situazione frequente, che a volte genera dubbi in azienda: il congedo ti spetta lo stesso, anche se il partner è a casa.
Per adozione e affidamento valgono le stesse regole. Il conteggio dei giorni parte dall’ingresso del minore in famiglia, con i limiti legati all’età che trovi sopra. Se hai dubbi su un caso particolare, chiedi conferma al tuo ufficio HR o al consulente del lavoro prima di presentare la richiesta.

Come si ottiene la giustificazione: procedura e documenti
La procedura è digitale e ti toglie un passaggio. Ecco i passi:
- Porta tuo figlio dal pediatra o dal medico del Servizio sanitario nazionale.
- Il medico trasmette il certificato per via telematica all’INPS, come previsto dall’art. 47 del Testo unico.
- L’INPS inoltra la certificazione al datore di lavoro: tu non devi consegnare nulla su carta.
- Se serve, presenti all’azienda una dichiarazione in cui attesti che l’altro genitore non sta fruendo del congedo per lo stesso periodo.
In caso di ricovero, conserva la lettera di dimissione e la documentazione ospedaliera, e allegale alla comunicazione all’HR. Le procedure INPS sono state aggiornate per le novità del 2026: il messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026 prevede anche la possibilità di presentare domanda per periodi pregressi, se la procedura non era ancora aggiornata.
Retribuzione e contributi: cosa prevede la legge e cosa controllare nel CCNL
Nel settore privato il congedo per malattia del figlio è, in linea generale, non retribuito. Alcuni contratti collettivi prevedono però condizioni di miglior favore, per esempio un’integrazione parziale: vanno verificati caso per caso. Nel pubblico impiego possono esistere trattamenti retributivi diversi, e anche la contribuzione figurativa viene riconosciuta con modalità differenti.
La contribuzione figurativa serve a non perdere anzianità contributiva ai fini pensionistici durante l’assenza. Chiarisci con il consulente del lavoro come incide sul tuo caso, per esempio sul calcolo della tredicesima o dell’anzianità di servizio, perché il dettaglio dipende dal contratto applicato.
Il consiglio pratico è semplice: prima di comunicare l’assenza, apri il tuo CCNL e cerca la voce sulla malattia del figlio. Se non la trovi o non è chiara, chiedi all’ufficio HR. Dieci minuti di verifica evitano sorprese in busta paga.
Visite fiscali, reperibilità e ferie: le tutele durante l’assenza
Il congedo per malattia del figlio non è una malattia tua. Per questo non si applicano le visite fiscali né le fasce di reperibilità: non sei obbligato a restare a casa in orari prestabiliti. Puoi quindi accompagnare tuo figlio a una visita specialistica o in farmacia senza rischiare contestazioni.
C’è un’altra tutela, spesso poco conosciuta. Se tuo figlio viene ricoverato mentre sei in ferie, puoi chiedere di interrompere le ferie e trasformare quei giorni in congedo per malattia del figlio. È un diritto previsto dall’art. 47 del Testo unico.
Per segnalarlo all’HR, comunica il ricovero e allega la documentazione ospedaliera. Indica le date e chiedi per iscritto l’interruzione delle ferie: così i giorni di riposo non vanno persi.
Checklist operativa per genitori e HR
Ecco cosa fare, da entrambe le parti, per gestire l’assenza senza intoppi.
Per il genitore:
- Contatta subito il pediatra e verifica che il certificato parta in via telematica.
- Avvisa l’azienda appena possibile, anche con un messaggio breve.
- Invia la dichiarazione sull’altro genitore, se richiesta.
- Conserva comunicazioni e ricevute.
Per l’HR:
- Controlla l’arrivo del certificato INPS.
- Aggiorna presenze e turni.
- Predisponi le sostituzioni necessarie e avvisa il responsabile di reparto.
- Archivia in modo ordinato le dichiarazioni dei dipendenti.
Per tenere tutto in ordine bastano due categorie di strumenti: un’app per la gestione delle presenze e moduli digitali per le dichiarazioni. Se vuoi approfondire il lato aziendale, la nostra guida sulla gestione del congedo parentale completa il quadro.
Un consiglio: prepara un riepilogo con le attività in corso e chi può coprirle: in caso di assenza improvvisa condividilo con il team, così tutti possono organizzarsi.
Perché la digitalizzazione semplifica la gestione delle assenze
Il certificato arriva già per via telematica: la parte più lenta è quella che resta in azienda. Registrare l’assenza a mano, riportarla sui turni e controllarla a fine mese sono passaggi in cui si sbaglia facilmente. Un sistema digitale aggiorna tutto in automatico e lascia all’HR il tempo per i casi che richiedono davvero attenzione. È un vantaggio anche per te che sei genitore: meno carte, meno solleciti, più serenità mentre pensi a tuo figlio.
— Ufficio
Come ti aiutiamo a gestire le assenze per malattia dei figli
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Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un avvocato qualificato. Consulta un professionista legale qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Domande frequenti
Come chiedere la malattia di un bimbo?
Porti il bambino dal pediatra o dal medico del Servizio sanitario nazionale, che trasmette il certificato all’INPS per via telematica. L’INPS lo inoltra al datore di lavoro, quindi non devi consegnare nulla su carta. Se richiesto, presenti una dichiarazione sull’altro genitore.
Quali sono le novità per i permessi per malattia del figlio nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 la legge di Bilancio ha portato l’età limite da 8 a 14 anni. Per i figli tra 3 e 14 anni i giorni lavorativi annui per genitore sono passati da 5 a 10. Resta senza limiti il congedo per i bambini fino a 3 anni.
Quanti giorni posso stare a casa per la malattia del mio figlio?
Dipende dall’età. Fino a 3 anni puoi assentarti per tutta la durata della malattia; tra 3 e 14 anni hai 10 giorni lavorativi all’anno per figlio, a testa per ciascun genitore. I giorni non si sommano con quelli dell’altro genitore.
Come funzionano questi permessi per gli insegnanti?
Nel pubblico impiego possono valere trattamenti retributivi e contributivi diversi dal privato. Il diritto all’assenza segue le stesse regole di età, ma conviene verificare il contratto applicato con l’ufficio del personale della scuola.
Fonti
- Lavoro
- Congedo parentale e per malattia del figlio: le nuove regole per la gestione
- Congedo per malattia del figlio/a: diritti e tutele per i genitori lavoratori
- DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151
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